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Quanto denaro viene sprecato in tecnologie wellness inutilizzate?

Quando si progetta una nuova SPA, la domanda più frequente è: quali tecnologie inserire?
La domanda, però, dovrebbe essere un'altra: quali tecnologie verranno davvero utilizzate dagli ospiti?

Tra il progetto e la realtà esiste spesso una distanza sorprendente. Non è raro trovare aree wellness ricche di attrezzature sofisticate che, dopo l'entusiasmo iniziale, vengono utilizzate da una minima parte degli ospiti. Nel frattempo, richiedono manutenzione, consumano energia e occupano spazio prezioso.

Ogni anno il mercato propone nuove tecnologie per il benessere. L'innovazione è fondamentale, ma non ogni novità rappresenta automaticamente un valore aggiunto. Il rischio è progettare una SPA come una collezione di attrazioni, invece che come un percorso coerente.

Quando una tecnologia rimane inutilizzata

Le ragioni sono molteplici.
In alcuni casi gli ospiti non comprendono a cosa serva una determinata installazione. Se nessuno spiega il suo funzionamento o i benefici, è naturale che venga ignorata.
Altre volte la tecnologia interrompe il flusso del percorso. Se è difficile da raggiungere, richiede istruzioni complesse o obbliga l'ospite a decidere tra molte opzioni, spesso viene semplicemente saltata.
Esistono poi elementi progettati più per stupire durante la visita della proprietà o del progettista che per migliorare realmente l'esperienza di chi utilizzerà la SPA.

Il costo nascosto

Una tecnologia inutilizzata non rappresenta soltanto un investimento iniziale poco efficace.
Significa anche consumi energetici, manutenzione programmata, ricambi, controlli tecnici e personale formato per gestire un elemento che produce un ritorno minimo.
Inoltre occupa spazio che avrebbe potuto essere destinato a funzioni più apprezzate dagli ospiti.
In una SPA ogni metro quadrato ha un valore economico. Destinarlo a un'esperienza che nessuno utilizza significa ridurre l'efficienza complessiva della struttura.

Più tecnologia non significa più benessere

Le SPA più apprezzate raramente sono quelle con il maggior numero di installazioni. Sono quelle nelle quali ogni elemento ha una funzione precisa all'interno del percorso.
Un'Experience Shower, ad esempio, trova il suo valore quando accompagna il passaggio tra due ambienti termici, prepara il corpo a una nuova esperienza o conclude un rituale. Non è un'attrazione isolata, ma una parte integrante del racconto progettuale. Lo stesso principio vale per qualsiasi tecnologia wellness.

Progettare partendo dall'ospite

Prima di scegliere una tecnologia è utile porsi alcune domande.
L'ospite comprenderà immediatamente come utilizzarla?
Si integra in modo naturale nel percorso benessere?
Offre un beneficio percepibile già dal primo utilizzo?
Sarà utilizzata dalla maggior parte degli ospiti o solo da una piccola percentuale?
Richiede una manutenzione proporzionata al valore che genera?
Se le risposte non sono convincenti, probabilmente non è la tecnologia giusta, almeno non in quella specifica SPA.

La tecnologia deve scomparire

Le migliori tecnologie sono quelle che l'ospite quasi non nota. Non perché siano invisibili, ma perché funzionano in modo intuitivo, senza richiedere spiegazioni.
L'attenzione non si concentra sul dispositivo, ma sulla sensazione che produce. È questa la differenza tra una SPA piena di apparecchiature e una SPA capace di offrire un'esperienza memorabile.
In definitiva, il successo di un progetto wellness non si misura dal numero di tecnologie installate, ma da quante di esse entrano davvero a far parte dell'esperienza dell'ospite. Perché la tecnologia più costosa non è quella che richiede l'investimento maggiore, ma quella che nessuno utilizza.

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