Un percorso lungo quasi trent’anni costruito interamente sul campo, unendo visione estetica, gestione operativa e neuroscienze applicate. Giovanna Lorrai, Wellness Destination Strategist e fondatrice del metodo InEvoSpa (Spa Sostenibili, Evoluzione Intelligente), ci guida alla scoperta del futuro del benessere funzionale. In questa intervista, Giovanna analizza l'evoluzione del settore tra percorsi multisensoriali, soluzioni modulari e tecnologie immersive, spiegando perché il wellness stia uscendo dai confini tradizionali della SPA per trasformarsi in una cultura diffusa dell'ospitalità e dell'abitare.
Giovanna, Prima di tutto, vorremmo sapere qualcosa di più su di lei.
Può raccontarci brevemente il suo percorso professionale e come è arrivata a diventare una spa consultant?
Sono una consulente per le SPA e progetti di benessere.
Il mio percorso nel mondo delle SPA dura da quasi trent’anni. Un percorso costruito interamente sul campo, che mi ha permesso di comprendere profondamente, non solo il funzionamento di una SPA dal punto di vista gestionale e manageriale, ma anche tutte quelle dinamiche operative che spesso vengono sottovalutate in fase progettuale.
La SPA è uno dei settori più complessi dell’ospitalità, perché unisce esperienza, gestione operativa, sostenibilità economica e componente umana. Per questo la figura della consulente è fondamentale. Solo integrando visione estetica, funzionalità operativa ed esperienza reale del settore si possono creare strutture capaci non solo di colpire visivamente, ma anche di performare nel tempo.
Il mio studio costante mi ha portata a sviluppare una visione del benessere molto ampia: ovvero la creazione di un sistema capace di influenzare profondamente la qualità dell’esperienza, degli spazi e della vita delle persone.
Ci racconta di In EvoSpa: di cosa si occupa e qual è la vostra missione nel settore del benessere?
È proprio da questa evoluzione che nasce InEvoSpa. Inizialmente come progetto di SPA modulari in bioedilizia, sviluppato insieme all’architetto Vismara (Studio D73), che ha creduto profondamente in questa visione. Oggi questi moduli rappresentano una soluzione concreta e attuale per tutte quelle strutture che vogliono integrare il benessere in modo sostenibile, modulare e accessibile, senza affrontare necessariamente gli investimenti enormi tipici delle SPA tradizionali.
Nel tempo però InEvoSpa si è trasformato in qualcosa di ancora più ampio: un metodo.
È così che nasce l’"InEvoSpa Method", un approccio che vede il benessere non come qualcosa da confinare esclusivamente alla SPA, ma come un’esperienza che deve diffondersi nell’intera struttura e, in alcuni casi, persino nel territorio che la ospita.
Mi piace descrivere questo concetto attraverso l’immagine della pietra lanciata nell’acqua: quando una pietra cade in uno specchio d’acqua genera onde concentriche che si propagano verso l’esterno. Per me il benessere funziona esattamente così.
La SPA non è il punto finale dell’esperienza, ma il centro generativo da cui il benessere si espande e contamina positivamente tutto ciò che lo circonda.
Quali sono gli elementi chiave che considera essenziali per pianificare un percorso spa efficace e personalizzato?
La cosa più importante è comprendere che oggi un percorso SPA non può più essere costruito in modo standardizzato. Le persone arrivano nelle strutture con esigenze profondamente diverse: stress, bisogno di rallentare, recupero energetico, ricerca di equilibrio o semplice desiderio di riconnessione con sé stesse.
Per questo un percorso wellness efficace deve nascere prima di tutto da una progettazione intelligente dell’esperienza. Non si tratta soltanto di scegliere trattamenti o inserire attrezzature, ma di costruire un equilibrio tra spazi, flussi, tempi, percezioni sensoriali e funzionalità operative.
Il vero benessere nasce quando tutto funziona in maniera armonica: luce, suoni, temperatura, materiali, customer journey e gestione degli spazi devono dialogare tra loro.
Può condividere esempi di percorsi spa ben strutturati che hanno avuto un impatto positivo sui clienti?
Se posso fare un esempio che vi riguarda direttamente, penso a uno degli ultimi vostri progetti più straordinari: The Velum Experience. Un’esperienza d’acqua altamente coinvolgente dove il cliente entra in una dimensione emotiva completamente diversa dal solito.
In questi casi non ci si può fermare alla spettacolarità dell’esperienza, ma bisogna capire ciò che quell’esperienza innesca nella persona. Un ambiente immersivo costruito attraverso acqua, frequenze sonore, luce e stimolazione sensoriale positiva può aumentare la produzione di serotonina ed endorfine, favorendo sensazioni di benessere, rilassamento, appagamento emotivo e leggerezza mentale.
Ed è proprio questo il punto: il cliente non esce semplicemente “rilassato”, ma esce trasformato nella percezione del proprio stato fisico ed emotivo. Questa è neuroscienza, materia che mi affascina particolarmente.
Secondo lei, quali sono i principali fattori che spingono oggi i clienti a cercare esperienze sempre più personalizzate nei centri benessere?
Sicuramente il primo fattore è il cambiamento profondo dello stile di vita delle persone. Viviamo in una società sempre più veloce, iperstimolata e stressante, dove ognuno sviluppa bisogni fisici ed emotivi molto diversi. Di conseguenza il cliente non si riconosce più in esperienze standardizzate uguali per tutti, ma cerca qualcosa che risponda realmente al proprio stato mentale, fisico ed energetico.
Un altro fattore fondamentale è la crescente consapevolezza. Oggi le persone si informano molto di più, conoscono il wellness, leggono, approfondiscono e riescono a distinguere ciò che è autentico da ciò che è costruito solo per marketing.
Il cliente è portato a cercare esperienze non solo piacevoli, ma realmente efficaci e possibilmente supportate anche da basi scientifiche.
Ed è proprio per questo che il wellness sta uscendo sempre di più dal concetto tradizionale di SPA per diventare uno stile di vita, una cultura dell’abitare e dell’ospitalità.
Quali strategie consiglia per soddisfare queste esigenze senza compromettere i margini di profitto?
Oggi il benessere può essere integrato ovunque: negli spazi outdoor, nelle camere, nella qualità del sonno, nella ritualità, nella nutrizione, nei percorsi sensoriali o semplicemente nella percezione emotiva dell’esperienza ospitale.
Quando il wellness diventa parte integrante dell’identità della struttura, allora non rappresenta più soltanto un costo, ma una leva concreta di posizionamento, fidelizzazione e valore.
Ci sono casi di studio o esempi concreti di centri benessere che stanno implementando con successo servizi su misura?
In questo momento più che a un singolo caso studio specifico, penso a una direzione molto interessante che diverse SPA illuminate stanno iniziando a intraprendere: l’integrazione dell’epigenetica all’interno dei percorsi wellness.
L’epigenetica è una scienza che studia il modo in cui stile di vita, stress, alimentazione, sonno, emozioni e ambiente influenzano l’espressione del nostro organismo. Oggi alcune strutture stanno iniziando a utilizzare test epigenetici per ottenere informazioni estremamente utili sullo stato della persona.
Questo permette di comprendere meglio predisposizioni, livelli di stress, infiammazione, recupero energetico, equilibrio generale dell’organismo e necessità specifiche del cliente.
Ed è qui che il wellness diventa realmente personalizzato.
Perché non significa avere mille trattamenti diversi o creare SPA enormi e dispersive, ma riuscire a costruire percorsi estremamente mirati e coerenti con i bisogni reali della persona.
Come il concetto di benessere multisensoriale sta ridefinendo le esperienze offerte nei centri benessere?
Sta cambiando completamente il modo di progettare gli spazi e le esperienze. Perché bisogna creare ambienti capaci di influenzare positivamente emozioni, percezioni e sistema nervoso.
Il benessere multisensoriale lavora attraverso luce, suono, acqua, aromi, materiali, temperatura e coinvolgimento emotivo.
Ed è qui che anche la tecnologia e l’intelligenza artificiale possono diventare strumenti molto interessanti, soprattutto nella creazione di esperienze immersive semplici ma altamente coinvolgenti.
Che tipo di investimenti sono necessari per implementare il wellness multisensoriale in modo efficace in un centro benessere moderno?
Oggi il wellness multisensoriale richiede sicuramente investimenti più importanti rispetto a una SPA tradizionale, perché parliamo di tecnologie, strumenti e sistemi capaci di creare un livello di coinvolgimento emotivo e sensoriale molto più avanzato.
Negli ultimi anni lo sviluppo tecnologico in questo settore è stato enorme: sistemi audio immersivi, giochi di luce dinamici, esperienze interattive, stimolazioni sensoriali integrate, ambienti reattivi, aromaterapia evoluta e tecnologie legate al rilassamento profondo stanno cambiando completamente il modo di vivere il benessere.
Sono strumenti che, se progettati correttamente, riescono a generare risultati ed emozioni che difficilmente una SPA tradizionale potrebbe raggiungere da sola.
Proprio per questo però il punto fondamentale è la progettazione. Il rischio oggi è investire cifre molto elevate in tecnologie scenografiche ma poco funzionali o non realmente integrate nell’esperienza del cliente.
Il wellness multisensoriale non può essere costruito semplicemente aggiungendo effetti speciali. Deve nascere da una visione progettuale coerente, dove tecnologia, spazio, obiettivo emozionale e customer experience lavorano insieme.
Quando questo avviene, il valore percepito dal cliente cambia completamente e l’esperienza wellness diventa molto più immersiva, memorabile e trasformativa.
Secondo lei, quali trend si riveleranno più influenti nel settore del benessere nei prossimi anni?
Credo stia già avvenendo una trasformazione molto profonda del concetto stesso di benessere. Si passerà sempre di più da un wellness estetico a un wellness funzionale, progettato per migliorare concretamente la qualità della vita delle persone.
Ci sarà una crescita importante di tutto ciò che riguarda longevità, recupero energetico, regolazione del sonno, digital detox, biohacking dolce, neuroscienze applicate al benessere e wellness immersivo. Ma soprattutto crescerà la richiesta di esperienze autentiche, coerenti e realmente trasformative.
Il cliente oggi non vuole più semplicemente “fare un trattamento”: vuole capire perché quell’esperienza gli fa bene, vuole risultati percepibili e vuole sentirsi parte attiva del proprio percorso di benessere.
E poi c’è un tema fondamentale: il benessere uscirà sempre di più dalla SPA. Entrerà nell’architettura, nell’urbanistica, nell’hospitality, nelle aziende, nelle comunità e persino nelle politiche territoriali. È per questo che oggi si parla sempre di più di wellness destination e non semplicemente di centri benessere.
Quali strategie ritiene fondamentali per aiutare i centri benessere a evolversi rapidamente e rimanere competitivi nel mercato in continua evoluzione?
Le strutture che funzioneranno davvero saranno quelle capaci di costruire un’identità wellness coerente con il proprio territorio, la propria architettura e il proprio pubblico.
Un altro aspetto fondamentale sarà la formazione. Il wellness evolve velocemente e chi lavora in questo settore non può permettersi di smettere di studiare. Oggi servono competenze che uniscono gestione, neuroscienze, customer experience, sostenibilità, tecnologia e progettazione emozionale.
E poi sarà sempre più importante progettare il benessere come esperienza diffusa. È proprio questa la differenza tra avere una SPA ed essere realmente una struttura wellness.
In quali aree, come sostenibilità, tecnologia o nuovi servizi, vede le opportunità più promettenti per innovare il settore?
La verità è che oggi, per innovare davvero il settore wellness, bisogna essere pronti a lavorare contemporaneamente su tutte queste aree. Non possiamo più permetterci di escluderne nessuna, perché sostenibilità, tecnologia, progettazione esperienziale e nuovi servizi ormai dialogano continuamente tra loro.
Conoscere profondamente questi strumenti e queste evoluzioni permette di capire quando, dove e soprattutto come implementarli in maniera intelligente e coerente.
Sicuramente però ciò in cui credo maggiormente è la sostenibilità, ma nel suo significato più ampio e autentico. Non soltanto sostenibilità ambientale, ma anche economica, sociale, culturale.
Una struttura wellness oggi deve essere sostenibile non solo nei materiali o nei consumi, ma anche nella qualità dell’esperienza che offre, nel benessere delle persone che ci lavorano, nella relazione con il territorio e nella capacità di creare valore reale nel tempo.
Anche la tecnologia, se utilizzata correttamente, può diventare uno strumento straordinario per migliorare personalizzazione, immersione sensoriale ed esperienza del cliente. Ma deve sempre rimanere al servizio del benessere umano e non sostituirlo.
Credo che il futuro appartenga proprio ai progetti capaci di integrare tutte queste dimensioni in maniera armonica, costruendo esperienze wellness sempre più consapevoli, autentiche e profondamente umane.
Giovanna Lorrai
Wellness Destination Strategist, SPA & Wellness Tourism Consultant, Wellness Event Manager, Founder InEvoSpa Method,
Sardinia Ambassadress of World Wellness Weekend and World Digital Detox Day
www.InEvoSpa.com
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