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L’anima termale dell’Islanda: dialogo con Katherine Connolly

Nel paesaggio incontaminato dell’Islanda, dove l’energia geotermica emerge direttamente dalla terra e l’aria glaciale ne definisce i contorni, il benessere è una risposta fisica ed emotiva agli elementi naturali.

È in questo contesto unico che nasce Reykjaböð Hot Springs, una destinazione termale concepita non come una semplice sequenza di piscine, ma come un percorso narrativo profondo, capace di unire architettura, paesaggio e cultura del bagno.

A guidare lo sviluppo concettuale e idroterapico del progetto è stata Katherine Connolly, consulente internazionale con oltre 30 anni di esperienza nella progettazione di destinazioni SPA di alta gamma in tutto il mondo.

La sua visione per Reykjaböð si fonda sul concetto di “contrasto intelligente”, un percorso in cui il passaggio tra calore, vapore e stazioni di raffreddamento si sviluppa secondo un ritmo fluido e personalizzato, evitando uno shock termico troppo brusco per il corpo.

In questo spazio architettonico, l’acqua diventa il principale elemento conduttore dell’esperienza sensoriale. Per valorizzare le transizioni termiche e arricchire il percorso nell’acqua, i sistemi Aquaform sono stati integrati direttamente nell’esperienza del bathhouse. Le fasi di raffreddamento e gli stimoli a bassa temperatura assumono così un carattere più articolato, accompagnando il corpo attraverso un ciclo termico graduale e avvolgente.

È attraverso questo equilibrio attentamente orchestrato che Reykjaböð si propone come un modello evoluto di wellness contemporaneo, una destinazione in cui la forza scenografica del paesaggio esterno trova il proprio contrappunto in un percorso interno costruito con precisione attorno all’acqua e alle variazioni di temperatura.

Abbiamo incontrato Katherine Connolly per parlare della visione alla base del progetto, del ruolo delle transizioni nell’esperienza dell’acqua e del futuro della cultura termale.

Katherine, In un progetto profondamente radicato nella cultura geotermica islandese come Reykjaböð, quale è stata la principale sfida nel tradurre la forza primordiale della natura in un percorso idroterapico indoor fluido, accogliente e armonioso?

La sfida più grande è stata non progettare troppo.

L’Islanda è stata fin dall’inizio il vero punto di partenza del progetto, non semplicemente il luogo in cui sarebbe sorto. Il paesaggio possiede già una forza straordinaria, fatta di calore geotermico, aria fredda, vapore, roccia e condizioni atmosferiche mutevoli. Il nostro compito era rispettare questa energia e trasformarla in qualcosa che gli ospiti potessero vivere con naturalezza e comfort.

La struttura termale doveva avere un carattere primordiale, senza mai risultare ostile. Doveva esprimere la forza scenografica dell’Islanda, mantenendo al tempo stesso un’atmosfera calda, calma e attentamente guidata. Per questo il progetto si è concentrato soprattutto sulle sensazioni, accompagnando le persone dal calore al raffreddamento, dagli spazi aperti a quelli più protetti, dalla stimolazione alla quiete.

È proprio in questo equilibrio che risiede il vero progetto, mantenere l’esperienza abbastanza autentica da restituire il carattere dell’Islanda, ma sufficientemente raffinata da risultare profondamente accogliente.

Una struttura termale è molto più di un insieme di saune e piscine. Come si susseguono le diverse esperienze legate all’acqua per creare un ritmo naturale lungo il percorso dell’ospite?

Una struttura termale dovrebbe essere vissuta come un percorso, non come una sequenza di esperienze da spuntare.

Ogni elemento deve avere una ragione per essere presente. Il calore prepara il corpo. Il vapore rende il respiro più profondo e naturale. L’acqua libera e riequilibra. Il freddo riporta con decisione alla percezione del presente. Poi arriva il riposo, che permette al corpo di assimilare tutto ciò che ha vissuto.

A Reykjaböð, la sequenza torna continuamente all’essenza stessa dell’Islanda, fuoco e ghiaccio, esposizione e riparo, forza naturale e quiete. L’ospite non dovrebbe mai avere la sensazione di essere condotto da uno spazio all’altro. Dovrebbe sentirsi naturalmente accompagnato nell’esperienza, come se il percorso avesse una logica propria, senza bisogno di troppe spiegazioni.
È questo, secondo me, il momento in cui il progetto di una struttura termale funziona al meglio, quando l’intelligenza del progetto è presente, ma l’ospite percepisce soltanto la naturalezza con cui tutto accade.

Per arricchire la dimensione dell’acqua nel progetto, avete integrato alcune soluzioni Aquaform. Quali prodotti avete scelto per Reykjaböð e come si inseriscono nella narrazione sensoriale della struttura termale?

Abbiamo lavorato con Aquaform a un sistema doccia su misura, che è diventato una parte importante del percorso termale.

In una struttura termale come Reykjaböð, la doccia non è solo un passaggio funzionale. È una transizione. Il sistema è stato progettato per accompagnare l’ospite dal caldo al fresco e poi nuovamente, con gradualità, verso il caldo, in modo che il corpo non subisca uno shock, ma percepisca comunque pienamente l’effetto del cambiamento termico.

Questo aspetto era molto importante per l’esperienza. Il freddo e il contrasto termico non devono necessariamente essere estremi per risultare efficaci. A volte le esperienze termiche più sofisticate sono quelle che accompagnano il corpo con maggiore attenzione, permettendo all’ospite di sentirsi rinfrescato, risvegliato e riequilibrato, senza mai risultare sopraffatto.

Il team Aquaform ha portato una grande competenza in questo processo. Ha compreso che il sistema doveva funzionare tecnicamente, ma anche integrarsi con discrezione nel linguaggio complessivo del progetto. Lavoravamo con un’estetica materica, fatta di cemento, legno e texture naturali, quindi l’esperienza della doccia doveva apparire parte integrante dello spazio, non un elemento aggiunto.

Per me, si inserisce perfettamente nel racconto di Reykjaböð. È funzionale, sensoriale e attentamente progettata, ma rimane pienamente coerente con il carattere islandese del progetto, essenziale, autentico e profondamente legato alla risposta del corpo all’acqua, al calore e al freddo.

Con l’evoluzione dell’hospitality wellness, sempre più orientata dalla pura estetica verso la qualità sensoriale e il recupero, quali elementi ritieni fondamentali perché una moderna struttura termale possa mantenere nel tempo la propria rilevanza e il proprio significato?

Credo che le strutture termali destinate a rimanere rilevanti nel tempo siano quelle con una visione precisa e riconoscibile.

Il design di qualità è naturalmente importante, ma oggi non è più sufficiente. Gli ospiti sono molto più consapevoli e sofisticati. Percepiscono la differenza tra uno spazio progettato semplicemente per essere bello e uno spazio pensato per modificare realmente il modo in cui si sentono.
Perché una struttura termale contemporanea possa durare nel tempo, deve avere diversi elementi. Un legame autentico con il luogo. Un percorso termale chiaro. Il contrasto, ma non fine a se stesso. Spazi per il riposo, il recupero e momenti di quiete. E una cura particolare per i dettagli sensoriali, acqua, profumi, suoni, temperatura, texture e luce, tutti elementi che devono dialogare tra loro senza entrare in competizione.

Deve anche essere inclusiva e capace di adattarsi. Non tutti gli ospiti desiderano lo stesso livello di calore o di freddo e non tutti arrivano con le stesse esigenze. C’è chi cerca recupero, chi desidera calma, chi cerca connessione e chi vuole semplicemente ritrovare energia. Una buona struttura termale deve permettere tutto questo senza perdere la propria identità.

È anche per questo che Reykjaböð è così speciale per me. Ha una forte componente estetica, ma non si esaurisce nella bellezza. Ha un carattere innovativo, senza dare l’impressione di voler esibire l’innovazione. È profondamente radicato nell’Islanda e proprio questo gli conferisce spessore. Il paesaggio non è un elemento decorativo, è il punto di partenza, il riferimento e l’anima dell’esperienza.

Per me, questo è il futuro dell’hospitality wellness, luoghi capaci di essere attenti alle emozioni, benefici per il corpo e autenticamente legati al luogo in cui nascono.

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