Nel panorama dell’architettura contemporanea dedicata al wellness e all’hospitality, la progettazione degli spazi trascende la semplice funzione per diventare esperienza sensoriale ed emotiva. In questa intervista, Luigi Bulgarelli, Founder & Principal Architect dello studio Bulgarelli Architetti, racconta la sua visione di un’architettura essenziale e senza tempo, dove materia, luce e tecnologia si fondono per restituire valore al tempo e alla cura della persona.
1. Architetto Bulgarelli, qual è la sua visione dell'architettura del benessere?
Credo che l'architettura del benessere debba andare oltre la semplice progettazione di spazi dedicati alla cura del corpo. Il benessere è una condizione complessa, che coinvolge la dimensione fisica, psicologica ed emotiva della persona. Il nostro lavoro consiste nel tradurre questa complessità in un'esperienza spaziale, attraverso un'attenta relazione tra volumi, materiali, luce, acqua e percezioni sensoriali.
La nostra ricerca architettonica si esprime attraverso un linguaggio essenziale, fatto di geometrie rigorose, forme pure, volumi massivi e superfici fortemente materiche. Un linguaggio nel quale la semplicità non rappresenta una rinuncia, ma il risultato di un processo di sintesi, di progressiva sottrazione di tutto ciò che non è necessario.
Sono convinto che l'essenzialità possieda una straordinaria capacità di suscitare emozioni. La forza espressiva di una superficie, il rapporto tra luce e ombra, le proporzioni di uno spazio possono generare sensazioni profonde senza ricorrere a inutili artifici formali.
Nel wellness questa ricerca assume un significato particolare: l'architettura deve contribuire a rallentare il ritmo della quotidianità, restituendo alle persone dimensioni sempre più preziose come il silenzio, la quiete e il tempo da dedicare a sé stessi. L'obiettivo è progettare spazi funzionali, ma fortemente emozionali, nei quali l'architettura stessa diventi parte integrante dell'esperienza di benessere.
2. Quando inizia a progettare una spa o un'area wellness, da cosa parte? C'è un elemento che per lei è sempre centrale?
Il punto di partenza è sempre la comprensione degli obiettivi del progetto. Prima ancora di affrontare gli aspetti propriamente architettonici, cerchiamo di comprendere l'identità della struttura, il suo posizionamento sul mercato, il pubblico al quale si rivolge e il modello di servizio che intende proporre.
Una spa è un organismo complesso, nel quale esigenze funzionali, tecnologie, gestione ed esperienza dell'ospite devono trovare un equilibrio preciso.
La conoscenza delle dinamiche operative ed economiche del settore ci permette di affiancare i committenti anche nelle scelte strategiche, contribuendo alla definizione del concept, del programma funzionale e delle caratteristiche dell'offerta. È un aspetto che considero fondamentale: la qualità architettonica non può prescindere dalla sostenibilità economica e gestionale del progetto.
Questa sostenibilità riguarda anche la capacità dell’architettura di mantenere nel tempo la propria attrattività. Un linguaggio essenziale e senza tempo, fondato sulle proporzioni e sulla qualità dei materiali, contribuisce a preservare il valore dell’investimento e a limitare la necessità di restyling dettati dalle mode. Per il committente, la durata della qualità architettonica rappresenta quindi anche un valore economico.
Definiti questi presupposti, il lavoro si concentra sulla costruzione dell'esperienza. Attribuisco particolare importanza alla sequenza degli ambienti, alle relazioni tra gli spazi e alle transizioni percettive. La luce, i materiali, l'acustica, l'acqua e le variazioni di temperatura diventano strumenti attraverso i quali costruire un percorso coerente. L'obiettivo è raggiungere una sintesi nella quale la complessità tecnica e funzionale si traduca in un'architettura apparentemente semplice, naturale e capace di coinvolgere emotivamente le persone.
3. Ci racconta un progetto in cui ha lavorato sull'esperienza sensoriale della doccia?
La doccia è uno degli elementi più interessanti nell'architettura del benessere perché permette di costruire esperienze che coinvolgono contemporaneamente diversi sensi.
L'acqua può essere utilizzata attraverso differenti modalità di erogazione, pressioni e temperature, accompagnate da variazioni luminose e stimolazioni olfattive, dando origine a esperienze rilassanti, tonificanti o rigeneranti.
Un progetto significativo in questo senso è F Private Spa, una piccola spa privata che abbiamo realizzato a Scandiano, in provincia di Reggio Emilia.
La superficie a disposizione era estremamente contenuta, circa 15 mq, ma il programma funzionale prevedeva un percorso wellness completo. Abbiamo quindi lavorato sull'integrazione delle diverse funzioni, riunendo doccia emozionale e bagno di vapore in un unico ambiente.La sfida non era soltanto risolvere un problema distributivo, ma riuscire a conferire allo spazio una qualità architettonica ed emozionale indipendente dalle sue dimensioni. Abbiamo lavorato sulla continuità delle superfici, sull'impiego di materiali naturali e su un'illuminazione attentamente calibrata, capace di valorizzare la materia e rendere percepibile persino il volume impalpabile del vapore.
Sauna, bagno di vapore e doccia non sono stati concepiti come elementi tecnologici inseriti in un contenitore architettonico, ma come parti integranti di un unico spazio, coerente per linguaggio, materiali e atmosfera. Credo che questo progetto dimostri come la qualità dell'esperienza non dipenda necessariamente dalla dimensione degli ambienti o dalla quantità delle dotazioni, ma dalla capacità di integrare architettura e tecnologia in una visione unitaria.
4. Che ruolo ha il dialogo con le aziende produttrici, come Aquaform, nella riuscita di un progetto wellness?
Nel settore wellness la collaborazione tra progettista e aziende produttrici è fondamentale.
Le tecnologie dedicate al benessere hanno raggiunto livelli di sofisticazione molto elevati e richiedono competenze specialistiche che devono necessariamente dialogare con il progetto architettonico.
Credo che il confronto debba iniziare nelle prime fasi della progettazione, quando è ancora possibile individuare le soluzioni più appropriate e integrarle correttamente negli spazi.
Un buon partner tecnologico non dovrebbe limitarsi alla fornitura di un prodotto, ma contribuire attivamente alla ricerca della soluzione migliore, mettendo a disposizione conoscenze, esperienza e capacità di personalizzazione.
Per noi è particolarmente importante poter collaborare con aziende disponibili a confrontarsi anche su soluzioni non standardizzate, capaci di rispondere alle specifiche esigenze di ogni progetto.
Esiste poi un aspetto che ritengo altrettanto importante: l'affidabilità nel tempo. Una struttura wellness è un'attività che deve garantire continuità di esercizio, facilità di manutenzione, efficienza energetica e prestazioni costanti. La scelta delle tecnologie incide quindi non soltanto sulla qualità dell'esperienza, ma anche sui costi di gestione e sulla redditività dell'investimento. La vera innovazione, a mio avviso, è quella che riesce a coniugare qualità sensoriale, integrazione architettonica e affidabilità tecnica.
5. Quali sono secondo lei le nuove tendenze nel mondo spa e hospitality?
Credo che il settore stia attraversando una trasformazione importante, legata soprattutto a una diversa percezione del concetto di benessere. Se in passato la spa era prevalentemente associata al relax e a un'esperienza occasionale, oggi il benessere viene interpretato sempre più come un percorso continuativo, legato alla prevenzione, alla salute e alla qualità della vita.
Tra le tendenze di mercato più significative emerge la longevity, intesa come ricerca di una vita più lunga e soprattutto di un maggior numero di anni vissuti in buona salute, con autonomia e vitalità. Nel wellness questo orientamento si traduce in una domanda di percorsi continuativi e personalizzati, che affiancano attività fisica, recupero, cura del sonno, alimentazione e gestione dello stress. Per gli operatori significa sviluppare un’offerta integrata e una relazione duratura con l’ospite, superando la logica del singolo trattamento e valorizzando la continuità dell’esperienza.
Parallelamente, assistiamo a una progressiva contaminazione tra wellness, fitness, beauty e hospitality, con la nascita di nuovi modelli di business e di strutture sempre più specializzate.
Per il progettista, questo significa creare spazi che favoriscano la continuità dei percorsi, integrando ambienti per l’attività fisica, il recupero e i trattamenti con la stessa attenzione alla riservatezza e al comfort. Occorrono una maggiore flessibilità degli spazi e una conoscenza approfondita delle tecnologie e delle dinamiche gestionali.
Credo inoltre che nei prossimi anni assumeranno un'importanza crescente la sostenibilità ambientale e l'efficienza energetica, soprattutto in un settore caratterizzato da consumi significativi.
L'architettura dovrà quindi confrontarsi con programmi funzionali sempre più articolati, mantenendo però la capacità di creare ambienti accoglienti, intuitivi e capaci di generare benessere.
6. C'è un progetto di spa che considera un punto di riferimento nel suo lavoro?
Ci sono progetti che, per ragioni differenti, rappresentano momenti particolarmente significativi nel percorso professionale di uno studio.
Per noi Opera Spa, realizzata all'interno del resort Fonte alla Lepre, sulle colline toscane, ha certamente rappresentato una tappa importante nella definizione di un linguaggio architettonico che nel tempo è diventato sempre più riconoscibile. Opera esprime una ricerca fondata sulla chiarezza compositiva, sulla purezza delle forme e sul valore espressivo della materia. L'architettura si sviluppa attraverso volumi semplici e rigorosi, superfici massive e una palette estremamente contenuta di materiali naturali. Il travertino, protagonista assoluto dello spazio, restituisce la sensazione di un'architettura scavata nella pietra, mentre il legno introduce un contrappunto materico più caldo e accogliente. L'acqua, la luce naturale, il fuoco e il paesaggio diventano parte integrante della composizione, contribuendo a costruire un'esperienza fortemente sensoriale. A distanza di diversi anni dalla sua realizzazione, ritengo che Opera conservi un'attualità sorprendente. È proprio questa una delle qualità che ricerchiamo nell'architettura: la capacità di attraversare il tempo senza perdere la propria forza espressiva. Credo che un linguaggio essenziale, fondato sulle proporzioni, sulla qualità dei materiali e sulla purezza delle forme, sia per sua natura meno esposto all'evoluzione delle mode e delle tendenze del momento. Non si tratta di perseguire il minimalismo come scelta stilistica, ma di ricercare un'essenzialità che nasce dalla sintesi tra funzione, materia e spazio. Un'architettura senza tempo non è necessariamente un'architettura che rinuncia a esprimere la propria contemporaneità, ma un'architettura capace di conservarla anche a distanza di molti anni. Questa ricerca ha continuato a evolversi, confrontandosi con programmi funzionali e modelli di benessere sempre differenti.
Un’altra esperienza significativa è la spa dell’hotel Le Massif, struttura cinque stelle a Courmayeur, ai piedi del Monte Bianco. Qui il nostro linguaggio si confronta con l’ospitalità di alta gamma e con l’identità del contesto alpino. L’area fitness e spa, di circa 400 metri quadrati, integra piscina, thermarium, cabine massaggi e spazi per l’attività fisica e il relax. Le linee essenziali, i toni caldi del legno, le superfici in pietra tecnologica e gli elementi in ottone trovano continuità in un progetto di luce che valorizza le texture. È un esempio di come la qualità architettonica del wellness possa contribuire all’identità e all’esperienza complessiva di un hotel.
Tra le realizzazioni più recenti considero particolarmente significativo The Retreat, a Milano. Il progetto riunisce allenamento, recupero, trattamenti, socialità e benessere in una struttura concepita per offrire percorsi personalizzati e un’esperienza riservata. La sfida è stata dare un’identità architettonica unitaria a funzioni differenti, ciascuna con specifiche esigenze tecniche, ambientali e gestionali. Il linguaggio è misurato ed essenziale: la continuità delle grandi superfici in grès porcellanato, i rivestimenti lignei e la luce calibrata costruiscono un’atmosfera raccolta, sostenuta dalla cura dei dettagli e delle proporzioni. Il cuore del progetto è la private spa, che integra sauna, bagno di vapore, doccia emozionale, vasca idromassaggio e una cabina per i trattamenti di coppia. Accanto a essa, gli spazi per l’allenamento personalizzato e il recupero esprimono un modello nel quale il benessere può diventare parte della quotidianità. L’esclusività non nasce dall’ostentazione, ma dalla qualità degli spazi, dalla personalizzazione dei percorsi e dall’attenzione dedicata alla persona. È una forma di discrezione che trova espressione nell’architettura e nel modo in cui gli ambienti vengono vissuti. Se Opera ha rappresentato una tappa fondamentale nella definizione della nostra identità architettonica, Retreat testimonia come quello stesso linguaggio possa evolversi e confrontarsi con nuove esigenze, nuove tecnologie e nuovi modi di interpretare il benessere.
Bulgarelli Architetti
Fondato nel 2004 da Luigi Bulgarelli, Bulgarelli Architetti si occupa di progettazione architettonica, interior, lighting e furniture design, con particolare esperienza nei settori wellness, fitness e hospitality.
Lo studio sviluppa un linguaggio essenziale e materico, caratterizzato da chiarezza compositiva, cura delle proporzioni e attenzione al rapporto tra luce e spazio. La semplicità, intesa come «complessità risolta», orienta una ricerca che unisce funzionalità, qualità sensoriale e identità degli ambienti.
Attraverso un approccio multidisciplinare, Bulgarelli Architetti affianca i committenti nelle scelte strategiche e progettuali, dallo studio di fattibilità all’avvio delle strutture. Tra le realizzazioni rappresentative figurano Opera Spa, nel resort Fonte alla Lepre in Toscana, la spa dell’hotel cinque stelle Le Massif a Courmayeur e The Retreat a Milano: progetti che declinano una ricerca coerente in contesti diversi, dal resort all’ospitalità alpina di alta gamma, fino al wellness urbano.
SCOPRI ANCHE