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Oltre il benessere: come il design di Studio D73 trasforma l’acqua in esperienza sensoriale

Nel panorama contemporaneo del Benessere, sempre più orientato alla personalizzazione e all’esperienza sensoriale, le docce emozionali rappresentano un punto d’incontro tra tecnologia, architettura e neuroscienze. Non si tratta più soltanto di dispositivi funzionali, ma di veri e propri strumenti progettuali capaci di stimolare il sistema percettivo e favorire un riequilibrio profondo di corpo e mente.

Ne parliamo con Studio D73, realtà internazionale che dal 2007 sviluppa aree benessere in tutto il mondo, distinguendosi per un approccio sartoriale e una visione progettuale che coniuga estetica, funzionalità e qualità dei materiali.

Negli ultimi anni il concetto di benessere si è evoluto. Come si inseriscono le docce emozionali in questo cambiamento?

Oggi il benessere non è più percepito come un lusso accessorio, ma come una necessità.

Viviamo in una condizione di costante stimolazione cognitiva: notifiche, contenuti, informazioni continue. Questo sovraccarico impatta direttamente sul sistema nervoso, riducendo la nostra capacità di recupero.

Le docce emozionali nascono proprio come risposta progettuale a questa esigenza: attivano i sensi in modo calibrato e permettono di creare pause reali, spazi in cui il cervello può rallentare e ristabilire un equilibrio.

In qualità di progettisti, ritenete concreti e misurabili i benefici delle docce emozionali?

Le ricerche in ambito neuroscientifico dimostrano che stimoli come variazioni di temperatura, luce e aromi agiscono sul sistema nervoso autonomo. Ad esempio, l’alternanza tra caldo e freddo favorisce la vasodilatazione e la vasocostrizione, migliorando la circolazione sanguigna e linfatica. La cromoterapia, invece, influisce sull’umore attraverso la modulazione della produzione di neurotrasmettitori, mentre gli aromi attivano direttamente il sistema limbico, responsabile delle emozioni. In questo senso, una doccia emozionale ben progettata non è solo un’esperienza piacevole, ma uno strumento di regolazione fisiologica.

Come progettisti con una forte specializzazione in ambito SPA, conosciamo bene questi benefici e li consideriamo elementi imprescindibili per creare un ambiente che sia realmente terapeutico e rigenerativo.

Qual è il ruolo del progetto in tutto questo?

È centrale!
Non basta inserire tecnologie avanzate: bisogna costruire un ecosistema coerente di spazi ed esperienze. In Studio D73 ci concentriamo sulla progettazione della sequenza complessiva, immaginando un percorso che accompagni gradualmente l’utente verso uno stato di rilassamento profondo. La calibrazione tecnica degli stimoli, getti d’acqua, intensità luminosa, fragranze, viene sviluppata in collaborazione con partner specializzati come Aquaform, in grado di tradurre l’intento progettuale in esperienze sensoriali precise e misurabili. Il nostro ruolo è quello di creare le condizioni spaziali ed emozionali affinché queste tecnologie possano esprimersi al meglio.

Poniamo inoltre grande attenzione alla qualità dei materiali e a un design senza tempo. Progetti come il Golden Mile o l’Hotel Ambassadori Tbilisi riflettono questa visione: ambienti pensati per durare, capaci di trasmettere autenticità e continuità. L’obiettivo è far sentire l’utente accolto e protetto, in uno spazio che favorisca l’abbandono dello stress quotidiano e accompagni verso una dimensione di benessere più profonda.

Parallelamente, ogni scelta progettuale tiene conto degli aspetti di sicurezza, igiene e facilità di manutenzione, fondamentali negli ambienti umidi. La selezione dei materiali, lo studio dei dettagli costruttivi e la gestione dei flussi sono elementi imprescindibili per garantire non solo un’esperienza di qualità, ma anche standard elevati e duraturi nel tempo.

Come si concilia l’aspetto estetico con quello funzionale?

Per noi non esiste una separazione. Un progetto ben riuscito è sempre il risultato di un equilibrio tra forma e funzione. Le docce emozionali devono essere intuitive, accessibili e performanti, ma anche integrate armoniosamente nello spazio.

Lavoriamo spesso su soluzioni su misura, adattando ogni dettaglio alle esigenze del committente e al tipo di utenza finale. Che si tratti di una spa di lusso, di una palestra o di un centro estetico, l’obiettivo è sempre lo stesso: creare un’esperienza fluida, senza frizioni.

Studio D73, studio di architettura e interior design di alta gamma,

plasma esperienze che incarnano individualità, raffinatezza senza tempo e valore duraturo, tradotte in un portfolio internazionale che spazia dalle residenze private all’hospitality.
In quest’ottica, come sta evolvendo la presenza delle docce emozionali all’interno dell’ambiente domestico? 

Stiamo assistendo a una transizione importante: il bagno non è più vissuto come un ambiente puramente funzionale, ma come una estensione dell'area living dedicata alla cura di sé. La casa sta diventando il rifugio primario dove rigenerarsi quotidianamente, e l'integrazione di docce emozionali rappresenta l'apice di questa trasformazione. Nel residenziale, la sfida progettuale è ancora più stimolante. Se in una grande spa l'utente cerca l'evasione dal quotidiano, in una casa prova a ritrovare una continuità del benessere.

Progettiamo soluzioni che si integrano nell'architettura domestica in modo discreto ma potente, permettendo all'individuo di accedere a quegli stimoli sensoriali, cromoterapia, aromaterapia e idroterapia, senza dover lasciare le proprie mura.
La tecnologia oggi ci permette di miniaturizzare le componenti tecniche senza sacrificare le performance, rendendo possibile trasformare anche spazi contenuti in micro-oasi rigenerative. Per noi, portare una doccia emozionale in una residenza privata non significa solo inserire un prodotto, ma regalare all'utente un rituale quotidiano capace di migliorare la qualità della vita.

Guardando al futuro, come evolveranno queste soluzioni?

Crediamo che l’integrazione tra tecnologia e benessere dovrà divenire sempre più sofisticata, ma anche più fluida e naturale nell’esperienza d’uso. Sistemi intelligenti,
personalizzazione avanzata e sostenibilità dei materiali guideranno lo sviluppo, permettendo di adattare ogni percorso alle esigenze specifiche dell’utente, anche in tempo reale.

La vera innovazione non sta nel rendere la tecnologia più visibile, ma nel renderla più accessibile e intuitiva, trasformando la complessità tecnica in un’esperienza d’uso immediata e senza sforzo.

In un contesto wellness, l’obiettivo non è esibire la tecnologia, ma creare una sensazione di continuità e comfort, in cui l’utente possa lasciarsi guidare senza dover intervenire o “imparare” il sistema.
Questo si traduce in interfacce essenziali, automatismi intelligenti e un’integrazione armoniosa con lo spazio architettonico, evitando qualsiasi sovraccarico visivo o cognitivo. La tecnologia diventa così un’infrastruttura abilitante ed inclusiva: avanzata e precisa, ma progettata per accompagnare l’esperienza in modo semplice ed efficace.

Il principio resterà invariato: mettere al centro la persona, progettando esperienze capaci di generare un benessere reale, tangibile e profondamente percepito.

Un ringraziamento speciale a Marco Vismara e Andrea Viganò di Studio D73 per la disponibilità e per aver condiviso la loro expertise internazionale. È stato un piacere scoprire come l'architettura dei sensi stia ridefinendo i confini del relax contemporaneo.

- Team Aquaform

 

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