Nel mondo del wellness esiste spesso un divario tra le narrazioni patinate del lusso e la complessa realtà della gestione quotidiana. Per chi vuole capire cosa accade davvero dietro le quinte di una grande struttura, il blog di Cecilia Herčík, Spa Director Diaries, rappresenta una risorsa preziosa.
Non si tratta del classico spazio promozionale, ma di una riflessione costruita su oltre vent’anni di esperienza diretta nel settore.
Attraverso le sue categorie, Live it, Love it, Dream it e Work it, Cecilia analizza il wellness da molte prospettive, dal fascino dei rituali antichi fino alle sfide puramente gestionali.
Per chi osserva l’evoluzione del settore, il valore del suo racconto sta proprio nell’equilibrio tra visione creativa e realtà operativa. È un promemoria per ricordare che il vero successo di una SPA nasce dalla capacità di far convivere armoniosamente spazio, gestione operativa, team e servizi, creando un’esperienza completa e memorabile per l’ospite.
In questa intervista, Cecilia Herčík ci racconta il suo blog e le storie, le sfide e i segreti della gestione quotidiana di una SPA di successo.
Cecilia, dopo una carriera così lunga e operativa, cosa ti ha spinto a trasformare la tua esperienza in questi Diaries? Sentivi il bisogno di colmare una lacuna di informazioni nel settore?
Il modo migliore per descrivere la differenza tra formazione teorica ed esperienza pratica, sia nelle SPA che in qualsiasi altra professione, è il concetto di Yin e Yang.
Due forze diverse, a volte persino opposte, ma completamente dipendenti l’una dall’altra per creare armonia:
luce e ombra,
caldo e freddo,
teoria e vita reale.
Oggi abbiamo la fortuna di avere programmi di studi sul wellness e sulle SPA in università eccellenti. Quando ho iniziato nel settore, questi programmi semplicemente non esistevano, quindi apprezzo davvero questo progresso.
Ma ecco il punto… è incredibilmente difficile insegnare il meraviglioso caos della gestione quotidiana di una SPA all’interno di un’aula.
Come si insegna a gestire il crollo emotivo di un ospite cinque minuti prima della chiusura? Come organizzare un sabato completamente prenotato quando tre terapisti si ammalano all’improvviso? Oppure il momento in cui un piccolo dettaglio trasforma una buona esperienza in un’esperienza indimenticabile?
Queste lezioni si imparano sul campo. È per questo che ho creato Spa Director Diaries. È il mio modo di condividere le storie dietro le operazioni, a volte divertenti, a volte dolorose, ma sempre ricche di insegnamenti che i leader di una SPA possono applicare indipendentemente dal decennio, dalle mode o dalle dimensioni della struttura. Perché, mentre il settore evolve, la natura umana e le lezioni di leadership non cambiano mai davvero.
Nel tuo Blog parli sia di sogni che di lavoro. Se dovessi dare un consiglio a chi oggi sta iniziando un nuovo progetto, su cosa suggeriresti di concentrarsi per mantenere l’equilibrio tra impatto emotivo ed economicità sostenibile?
Dico sempre che tutto inizia con un sogno.
In molti modi, le SPA di oggi stanno diventando simili a parchi a tema per i sensi, luoghi dove gli ospiti possono entrare in un altro mondo e immergersi completamente nell’esperienza.
La differenza è che in un film ti siedi e guardi la storia. In una SPA, tu sei la storia.
Ogni senso diventa parte del viaggio:
- ciò che l’ospite vede nel design
- ciò che percepisce negli aromi
- ciò che tocca attraverso le texture e i trattamenti
- ciò che ascolta nella musica e nel silenzio
- ciò che gusta nei tè o nei piccoli rituali
- e naturalmente, il misterioso sesto senso: come l’esperienza lo fa sentire.
Quell’immersione emotiva è il sogno. Ma i sogni hanno bisogno di struttura se vogliono sopravvivere nel mondo reale. Dietro ogni esperienza magica in una SPA deve esserci una solida base aziendale: sistemi operativi chiari, prezzi intelligenti, un servizio progettato con cura e un team che comprenda sia l’ospitalità che il wellness.
Il segreto è l’equilibrio.
Se ti concentri solo sul sogno, il business faticherà. Se ti concentri solo sui numeri, la magia scompare. I grandi leader di SPA imparano a proteggere entrambi. Progettano esperienze che muovono il cuore… mentre si assicurano silenziosamente che i conti tornino. Perché le SPA più di successo non sono solo attività redditizie.
Nei tuoi post viaggi spesso tra rituali antichi e strutture moderne. Quanto dell'autenticità di una SPA è 'intrinseco' alla sua architettura, e quanto viene invece trasmesso attraverso il rituale del trattamento?
Sono sempre stata affascinata dalla storia del mondo, in particolare da come le antiche civiltà si prendevano cura del proprio benessere. Dai rimedi a base di erbe e dai rituali curativi alle splendide tradizioni del bagno e agli spazi sacri, c’era una grande saggezza nel modo in cui trasmettevano il concetto di wellness.
Ciò che mi sorprende di più è che capivano qualcosa che oggi a volte dimentichiamo: l’ambiente stesso faceva parte del processo di guarigione.
Architettura, acqua, luce, texture, profumi: tutto lavorava insieme per supportare l’esperienza. Ma diciamolo chiaramente… viviamo in un’era incredibile di innovazione. Tecnologia, materiali e possibilità di design non sono mai stati così avanzati. Quindi, a mio avviso, sarebbe quasi un peccato non unire il meglio di entrambi i mondi.
La magia si crea quando si onorano rispettosamente le tradizioni antiche, utilizzando al contempo design e tecnologia moderni per elevarle. Un ambiente SPA ben progettato prepara l’ospite emotivamente e sensorialmente prima ancora che il trattamento inizi. L’architettura crea il palcoscenico, i rituali raccontano la storia e il terapista la porta in vita. Quando tutti questi elementi lavorano insieme, l’esperienza non appare solo autentica, sembra senza tempo.
Dal punto di vista dei tuoi Diaries, qual è un aspetto del design che spesso viene trascurato ma che diventa un problema importante per il Direttore o per il team una volta che la SPA è aperta?
Questo è un argomento un po’ delicato per me.
Il nostro settore ingaggia designer di SPA incredibilmente talentuosi, veri e propri artisti;ma molti di loro non hanno mai lavorato un giorno nella gestione operativa di una SPA. Il risultato? La SPA appare assolutamente splendida… ma il flusso degli ospiti può trasformarsi in un incubo operativo.
Il mio primo grande fastidio riguarda la scelta dei complementi d'arredo. Ai designer piace selezionare bellissimi cuscini bianchi per le lounge e le aree relax. Sembrano perfetti il giorno dell’apertura. Ma basta un ospite che rovescia del tè o lascia cadere un pezzo di cioccolato, e quel cuscino perfetto avrà una macchia che non sparirà mai del tutto, anche se lo proteggi con ogni tipo di trattamento.
Se visiti diverse SPA nel mondo, noterai una “epidemia silenziosa”: arredamento macchiato ovunque.
La mia richiesta ai designer è semplice: puntate sulle texture. Tweed, tessuti intrecciati, motivi discreti. Possono restare eleganti e chiari nei colori, ma molto più tolleranti nella vita reale.
Se però guardo al problema a un livello più profondo, la vera sfida non sono i cuscini, è la storia.
I proprietari spesso investono una fortuna per creare concept di SPA legati alla cultura locale, alle tradizioni e a elementi di design significativi. Architettura, materiali e rituali sono tutti connessi a una narrativa pensata con cura. Ma col tempo, la leadership cambia. I team ruotano. Arrivano nuovi manager. E lentamente, quelle storie scompaiono.
Quando ciò accade, gli ospiti arrivano in un ambiente bellissimo… ma non comprendono più il perché della sua esistenza. Il design perde la sua voce.
Secondo me, ogni resort dovrebbe nominare qualcuno come custode della storia della SPA, una persona responsabile di proteggere la narrativa del design e assicurarsi che continui a essere condivisa con il team e con gli ospiti. Perché quando le persone comprendono la storia dietro lo spazio, l’esperienza diventa molto più che bella, diventa significativa.
Sulla base dei segnali che raccogli per il tuo blog, quale pensi sarà il prossimo grande cambiamento nel modo in cui gli spazi wellness vengono concepiti e vissuti a livello internazionale?
Attualmente l’industria del wellness è molto concentrata sulla longevità, come vivere più a lungo, estendere la vita, ottimizzare il corpo per il futuro.
E sebbene io rispetti profondamente questo approccio, credo personalmente che dobbiamo ricordarci di qualcosa di altrettanto importante. Dobbiamo vivere il presente.
Troppa gente attraversa la vita in modalità automatica, trascorrendo le giornate aspettando solo che il turno finisca o arrivi il weekend. Ed è un po’ triste, perché così, in pratica, stai regalando un giorno della tua vita.
È uno dei motivi per cui sono sempre stata affascinata dalla tecnologia nelle esperienze SPA. Durante la mia carriera ho cercato di ricreare ambienti profondamente immersivi per gli ospiti. A New Orleans, ad esempio, abbiamo creato un bagno mistico ispirato alla corte di Napoleone, una vasca elegante circondata da trenta candele accese (era prima che il responsabile dei vigili del fuoco mi facesse notare con gentilezza che candele vere non erano esattamente una buona idea.)
Alle Hawaii, abbiamo circondato i lettini trattamenti con palme, viste sull’oceano e l’intenso profumo dei fiori di plumeria, per immergere gli ospiti nello spirito delle isole.
Oggi, però, la tecnologia ci permette di andare ancora oltre. Aziende come Aquaform offrono agli spa designer strumenti che ricordano quasi un holodeck di Star Trek (sala simulazione avanzata - ndt). All’improvviso, l’esperienza SPA può includere piogge immersive, cascate, ambienti olfattivi, paesaggi sonori e illuminazione dinamica che trasformano completamente la stanza.
In altre parole, possiamo immaginare il percorso, e la stanza può rispondere.
Per me è incredibilmente stimolante. Significa che l’esperienza SPA sta evolvendo in qualcosa di molto più immersivo, quasi teatrale, dove ogni senso può essere trasportato altrove. E a volte l’innovazione non nasce dal chiedere alle persone cosa vogliono. Una volta lessi che se Walt Disney avesse fatto un focus group chiedendo cosa desideravano le persone, nessuno avrebbe detto Disneyland. Alcune idee emergono solo perché qualcuno ha la visione di immaginarle per primo.
Credo che il futuro delle SPA apparterrà ai leader che avranno il coraggio di sognare quelle esperienze prima di chiunque altro.
Grazie Cecilia per averci guidato nel cuore del tuo blog, Spa Director Diaries, condividendo con noi storie, insegnamenti e intuizioni nate da oltre vent’anni di esperienza sul campo. La tua capacità di raccontare la gestione delle SPA, unendo emozione, design e operatività quotidiana, ci offre uno sguardo prezioso e raro sul dietro le quinte di un settore tanto affascinante quanto complesso.
- Team Aquaform.
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